Concerto

Sabato 21 Settembre dalle 18.00 c/o la Birretta Piazza Mancini - Roma si è svolto un concerto per ricordare Giacomo e per presentare la futura associazione dedicata a lui. Guarda le foto e leggi l'articolo.


Il concerto ha avuto inizio alle 18.30 dopo una giornata di preparativi che ha avuto inizio alle 8 del mattino. Tanta collaborazione ed entusiasmo. Un grandissimo ringraziamento a tutti i ragazzi e ai meno giovani che si sono adoperati nell'allestimento. Un grazie speciale ai volontari della So.Spe., ai fonici, a Suor Paola, al mitico Pino della Birretta e a tutti coloro che si sono esibiti con grande maestria:

1. Adriano Benassi e Lavinia Spada
2. Snapshot
3. Junkies Chill
4. Matha funk trio
5. Pink Socks
6. After shave 
7. Sound in Progress
8. Look Through
9. Dj set Ale Zanini e Francesco Puletti

Come organizzatore dell'evento citato ma anche come presidente di questa associazione, non mi limiterò ad un articolo giornalistico, bensì vorrei presentare brevemente, raccontandovi la giornata di ieri, gli obiettivi e le motivazioni principali di questa giovane associazione.

Dopo non poche difficoltà affrontate per ottenere i permessi per suonare in un luogo pubblico, siamo arrivati ieri mattina alle 8:30 a piazza mancini (molto presto) ad installare le attrezzature necessarie. Fino a poco prima dell'inizio dell'evento tutti i volontari (ragazzi e non) che si sono presentati hanno lavorato in un clima da "grande famiglia", pranzando con panini e bibite sapientemente preparate dalla madre del sottoscritto.

Nonostante il grande numero di partecipanti, siamo riusciti a finire in tempo con le prove dei suoni e ad iniziare in orario, cosa che ci ha permesso di stare anche nei tempi prescritti dai permessi che ci avevano concesso (dalle 18:00 alle 24:00 appunto).
La grandezza di questo evento e le ottime prospettive che sembrano scaturirne per l'associazione sono rappresentate, almeno personalmente, dal grande numero di persone che sono venute a sentirci, e dalla loro incredibile energia.
Il lutto che ha scaturito la nascita di questa associazione, sempre personalmente, mi ha profondamente invecchiato, nel corpo e nella mente. La morte di un ragazzo così giovane ed energico, quale era Giacomo, penso abbia tolto a tutti un pò di forza, di coraggio, di giovinezza.
Dire di essere invecchiato, almeno dal mio punto di vista, non è eremeneuticamente sbagliato; ogni cosa è meno facile, più faticosa, quasi non  esistesse più la voglia di essere giovane.
Ma in un mondo dove nulla si distrugge e tutto si trasforma, questa perdita ci ha dato l'opportunità di poter acquisire una qualità propria della "gente grande", di chi ha tanta esperienza alle spalle; la responsabilità. Personalmente mi sento di aver potuto cogliere questo avvenimento come un'opportunità per essere più consapevole di quanto sia preziosa la nostra vita, e di quante volte ci mettiamo in situazioni rischiose senza rendercene conto.
Il concerto di ieri ha trasmesso ai partecipanti ed al pubblico un'energia nuova, giovane, eppure incredibilmente consapevole. Abbiamo ottenuto, attraverso un'esperienza, quella che in filosofia si definisce : coscienza morale; la capacità di potersi dare un limite, di potersi divertire anche senza dover essere per forza fuori controllo.
In un'epoca nuova come quella che stiamo vivendo, dove la velocità, il cambiamento, l'oltrepassare il limite (sia in senso positivo che negativo) è all'ordine del giorno, "l'associazione Giacomo Vidiri" deve essere un'opportunità per essere coscienti e responsabili, pur rimanendo giovani.
Coi nostri 16, 17, 18, 19, 20 anni e così via, noi , gruppo di giovani, in tutti i sensi ci apprestiamo, uniti in una grande famiglia, a diventare un esempio per gli altri parlando con la lingua dei nostri coetanei, con gli atteggiamenti ed i comportamenti dei nostri coetanei, che molte volte sono infantili, incoscienti ed irresponsabili.
Il concerto di ieri ne è stato il grande esempio; un evento in cui ci siamo divertiti, dove c'era spazio per una birra ma senza esagerare, dove ci si fumava una sigaretta senza esagerare, dove si cantava, si saltava, ci si spingeva al suono della musica ma senza esagerare.
È questo in fondo il miglior racconto che vi posso dare sul concerto di ieri; un articolo poco giornalistico, poco distaccato, perchè l'energia e il coinvolgimento che mi danno questi ragazzi e le speranze che scaturiscono da questo nostro grande gruppo non possono non essere coinvolgenti. 

Matteo Vidiri

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